Stefano Geuna eletto Rettore dell'Università di Torino

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31/05/2019
Stefano Geuna eletto Rettore dell'Università di Torino

Stefano Geuna e Giulia Carluccio sono rispettivamente il nuovo Rettore e la nuova Prorettrice dell’Università di Torino per il mandato 2019-2025.

Il prof. Geuna guida qui al NICO il gruppo di ricerca di Rigenerazione dei Nervi.

A lui e alla prof.ssa Carluccio i più vivi complimenti da parte di tutti noi del NICO, e auguri di buon lavoro!

Hanno sconfitto il ticket formato da Alessandro Sembenelli, candidato a Rettore, e Roberta Siliquini, candidata a Prorettrice: grazie a 1066,6 voti contro 931,2. Succedono a Gianmaria Ajani e a Elisabetta Barberis. Alta l'affluenza, pari al 77%

Geuna e Carluccio hanno messo al centro del programma elettorale le persone della comunità universitaria, perché il futuro di UniTo è “una nuova storia da scrivere insieme”, da scrivere - recita il loro slogan - #inprimapersona. “L’Università non è un’azienda, ma è una comunità di persone. Il suo compito fondamentale non è il profitto ma il bene comune che significa soprattutto promozione della persona e con questa del più ampio contesto sociale e territoriale in cui l’Ateneo opera. In una comunità che ha al centro la persona, le idee precedono i bilanci. Noi sappiamo risparmiare, ora dobbiamo reinvestire”.

da sx la Prorettrice Giulia Carluccio e il Rettore Stefano Geuna 02

Chi è Stefano Geuna

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Ha conseguito la laurea in Medicina all’Università di Torino nel 1990 e, qui, nel 1995, si è specializzato in Neuropsichiatria Infantile. Attualmente insegna Anatomia Umana nei corsi di laurea della Scuola di Medicina ed è responsabile dell’Unità Rigenerazione del Sistema Nervoso Periferico presso l’Istituto di Neuroscienze Cavalieri Ottolenghi. Dirige il Dipartimento di Scienze cliniche e biologiche e nell’ultima legislatura è stato in Senato Accademico nella Commissione didattica e nella commissione Ricerca in qualità di presidente.
Geuna ha accumulato una lunga esperienza negli organi collegiali, a cominciare dal 2001, quando ha assunto il primo incarico come rappresentante dei ricercatori nel Consiglio di Facoltà di Medicina e Chirurgia.
Come scienziato ha firmato oltre 230 pubblicazioni, partecipato a più di 300 convegni di rilievo nazionale e internazionale, vinto 3 premi di ricerca, licenziato 2 brevetti. I temi che meglio rappresentano il suo modo di coniugare scienza, didattica e impegno sociale si ritrovano nei master che dirige – uno sugli autismi e uno sulla scuola in ospedale – entrambi declinati tra realtà professionale e strategie di cura.

> leggi il CV completo

> scopri le attività del suo gruppo di ricerca qui al NICO 

Chi è Giulia Carluccio

Ha scelto di laurearsi in Storia del cinema, all’Università di Torino, con un maestro come Gianni Rondolino, affascinata da una disciplina che sa ripercorrere temi, questioni e motivi culturali attraverso un linguaggio che ne comprende altri e che avvicina le arti e l’estetica alla tecnologia. Il suo percorso scientifico – dallo studio delle forme linguistiche ed espressive del cinema e dei media all’attenzione per gli aspetti estetici e produttivi e, non in ultimo, ai rapporti interdisciplinari e intermediali fra la settima arte e le altre discipline – ha nutrito la sua attività didattica, svolta da molti anni presso il Dams di Torino, corso di laurea che ha contribuito a fondare e che attualmente presiede. La passione che sostiene il suo lavoro l’ha portata a impegnarsi anche in sede istituzionale: nell’ultima legislatura è stata in Senato Accademico, nelle Commissioni Organico e Ricerca, e presiede a livello nazionale la Consulta Universitaria del Cinema. È, inoltre, presidente della storica Aiace (Associazione Italiana Amici del Cinema d’Essai) di Torino e collabora con il Museo Nazionale del Cinema.

I principali punti programmatici

- Al centro di UniTo ci sono le persone. Ogni studente ha diritto alle migliori condizioni per esprimere se stesso. Ed è necessario rendere compartecipe al cambiamento tutto il personale di UniTo.

- Il benessere sul lavoro implica innanzi tutto un ambiente collaborativo: un luogo dove le relazioni, anche gerarchiche, siano improntate al rispetto e alla valorizzazione.

- Diritto allo studio: esplorare la possibilità di ridurre la contribuzione studentesca.

- Garantire tutele integrative per i contratti universitari che non prevedano l’indennità di maternità per i cinque mesi di astensione obbligatoria dal lavoro previsti per legge.

- Le tre missioni. Didattica, l’energia di UniTo, mettere i docenti in condizione di esprimere pienamente la loro capacità e la loro esperienza nell’insegnamento. Ricerca, il motore dell’Ateneo: più risorse, combattendo la solitudine del ricercatore e supportando la ricerca in modo adeguato dal punto di vista economico e logistico. Terza missione, UniTo si propone come catalizzatore di processi di sviluppo economico, sociale e culturale attraverso la condivisione dei saperi.

- Semplificazione delle procedure e digitalizzazione.

- Le sfide e il futuro. Il nuovo polo di Grugliasco, Città delle Scienze, è la prima sfida che attende UniTo. E, poi, il futuro Parco della Salute della Ricerca dell’Innovazione: una sfida cruciale e un’opportunità unica per la Regione Piemonte.

- Promuovere il nostro Ateneo come incubatore di ricerca internazionale, in grado di attrarre grandi iniziative ed eventi, affinché diventi anche attrattivo per l’allocazione di progetti di ricerca internazionali.

Agenda

21 giugno 2019

NICO Progress Report - INN Open Neuroscience Forum 2019

I nostri giovani ricercatori aggiornano i colleghi sulle loro ricerche. Appuntamento ogni due venerdì.

14 novembre 2019

BraYn 2019 - dal 14 al 16 novembre a Milano

Fino al 31 luglio è possibile sottomettere gli abstract per la seconda conferenza annuale dei giovani neuroscienziati, in programma a Milano dal 14 al 16 novembre 2019.

Ricerca

SCOPERTE NELL’IPOTALAMO LE TRACCE DELLA MEMORIA

Lo studio pubblicato su Neuron scalfisce il dogma che colloca principalmente nell’ippocampo la formazione dei ricordi. 
È possibile attivare o bloccare l’espressione della paura controllando selettivamente i neuroni ipotalamici che producono ossitocina. La scoperta di un team di ricerca europeo, rappresentato in Italia da noi del NICO – Università di Torino. Comprendere i circuiti nervosi che sottendono la memoria della paura può aiutare nel trattamento di disordini psichiatrici come l’ansia, in cui la paura si trasforma da risorsa per la sopravvivenza a fenomeno patologico.

10 giugno 2019