Neuroplasticità adulta

Gruppo guidato da Luca Bonfanti e Paolo Peretto

Il gruppo di ricerca studia la plasticità neurale, ovvero la capacità del sistema nervoso di adattarsi e riorganizzarsi in risposta a esperienze, stimoli esterni, danni o cambiamenti interni.

 

La plasticità ha ruoli essenziali nella vita dell’individuo: garantire l’affinamento o scultura del cervello dei giovanissimi e dei giovani sulla base dell’esperienza (costruendo la cosiddetta “visione del mondo”) che permette all’adulto di interagire con l’ambiente, e, in caso di lesioni o patologie, di riorganizzare i circuiti nel tentativo di ripararli.

Sin dalla nascita, negli anni 2000, l’attività di ricerca del gruppo è stata prevalentemente incentrata sulla neurogenesi adulta, studiata in diversi modelli animali e in condizioni fisiologiche e patologiche. Negli ultimi anni gli interessi di ricerca si sono ramificati in varie direzioni seguendo aspetti emergenti della neuroplasticità: il ruolo di uno sviluppo protratto del cervello postnatale e dei suoi periodi critici e le ricadute sulla plasticità nell’adulto, l’eterogeneità dei processi neurogenici e il loro ruolo nelle disfunzioni cerebrali, i processi di riprogrammazione neurogliale, l’approccio comparativo tra specie diverse che ha rivelato importanti differenze tra i mammiferi. Per raggiungere i suoi obiettivi, il gruppo integra approcci complementari, dalla neuroanatomia alle più avanzate tecniche di imaging funzionale, dalle analisi biomolecolari a quelle comportamentali, applicate a diversi modelli animali.

Il gruppo è organizzato in 4 “team” di ricerca tematici, ciascuno coordinato da uno o più “Principal Investigator” (PI), a cui collaborano diversi giovani ricercatori e ricercatrici, tra cui Postdoc, Assegnisti, Studenti di Dottorato e Studenti di Laurea Magistrale.

Linee di ricerca

Integrazione multisensoriale e riproduzione
Serena Bovetti; Paolo Peretto

La percezione multisensoriale svolge un ruolo cruciale nel comportamento riproduttivo, consentendo di combinare diversi tipi di informazioni e di stimoli interni ed esterni. Nei topi, questo processo comporta l’integrazione di segnali olfattivi con segnali uditivi e tattili. Attraverso l’elaborazione e la combinazione di questi stimoli, gli animali ricevono informazioni importanti sui potenziali partner, ottimizzando così il successo riproduttivo. Combinando approcci anatomici e funzionali avanzati, siamo interessati a comprendere quali circuiti neurali elaborano le informazioni multisensoriali e come queste vengano integrate per guidare le strategie riproduttive.

Neuroplasticità comparativa
Luca Bonfanti

Nel corso degli anni abbiamo dimostrato l’esistenza di sostanziali differenze che riguardano l’incidenza e i tipi di plasticità in diverse specie di mammiferi, dai roditori di laboratorio ai primati, contribuendo a definire una nuova forma di “neurogenesi senza divisione” nota come “neuroni immaturi”. Attualmente stiamo studiando la variazione filogenetica dei neuroni immaturi in mammiferi con cervelli molto diversi per dimensioni e girencefalia. I nostri studi sulla corteccia cerebrale e le regioni sottocorticali hanno permesso di formulare l’ipotesi di trade-off evolutivo tra la neurogenesi adulta operata da cellule staminali (più evidente nei topi di laboratorio) e i neuroni immaturi (particolarmente abbondanti nei primati).

Neurogenesi adulta
Silvia De Marchis; Sara Bonzano

La neurogenesi, ovvero la nascita dei neuroni, è un processo che avviene durante le fasi di sviluppo precoci dell’organismo, tuttavia in aree ristrette del cervello, come il giro dentato dell’ippocampo e il bulbo olfattivo, questo processo è mantenuto anche nell’adulto. Il fenomeno rappresenta una straordinaria forma di plasticità, coinvolta in funzioni chiave come l’apprendimento, la memoria, la flessibilità o adattamento cognitivo. Nel nostro laboratorio, esploriamo i complessi meccanismi molecolari e cellulari che regolano la neurogenesi adulta in condizioni normali e le sue alterazioni in contesti patologici legati a condizioni genetiche.

Neurogenesi latente
Federico Luzzati

Nelle regioni che mantengono la neurogenesi adulta, le cellule staminali neurali sono in realtà elementi di sostegno, noti come astrociti. I nostri studi hanno dimostrato che un potenziale staminale latente è largamente diffuso anche tra gli astrociti del tessuto nervoso maturo, in particolare in una regione chiamata corpo striato. Questo potenziale si attiva sia in condizioni fisiologiche sia, on-demand, in seguito a danni. Sebbene i neuroni neo-prodotti siano elementi transitori che non sostituiscono quelli perduti, i nostri studi sono volti a comprendere i meccanismi che attivano gli astrociti latenti nella prospettiva di sfruttarne il potenziale per la riparazione nervosa.

 

    News Correlate

    Il neurone che non ti aspetti: un’inattesa riserva di plasticità

    I risultati dello studio - pubblicato su Stem Cell Report e condotto al NICO dai gruppi dei prof. Luzzati e Buffo - suggeriscono che nel corso dell’evoluzione dei mammiferi il potenziale neurogenico delle cellule astrogliali abbia cambiato funzione: da riserva per la rigenerazione a riserva di plasticità. Nell’adulto questo potenziale potrebbe quindi essere diretto verso cellule capaci di favorire il rimodellamento dei circuiti più che di sostituire stabilmente i neuroni perduti.

    Il NICO al Festival dell’Innovazione e della Scienza

    Dal 4 all'11 ottobre torna la XIV edizione del Festival diffuso: noi porteremo i risultati delle nostre ricerche a Settimo, Moncalieri e Nichelino. Scopri i 4 appuntamenti in provincia di Torino dove incontrare le nostre ricercatrici e i nostri ricercatori.

    NR2F1 Foundation finanzia un incarico di ricerca biennale: il progetto si svolgerà al NICO-UniTo

    La NR2F1 Foundation (Arizona, USA) ha assegnato un finanziamento per un incarico di ricerca della durata di due anni. La ricerca si svolgerà presso il NICO – Università di Torino, sotto la guida della prof.ssa Silvia De Marchis del gruppo di ricerca di Neuroplasticità adulta. A seguito di un processo di selezione competitivo, la dott.ssa Eleonora Dallorto è stata scelta come candidata vincitrice: il suo progetto di ricerca mira a chiarire il legame tra la disfunzione del gene NR2F1 e l’alterata funzione mitocondriale nella Sindrome di Atrofia Ottica di Bosch-Boonstra-Schaaf (BBSOAS).

    Neuroni immaturi: dal topo allo scimpanzé, alla scoperta della riserva ‘dormiente’ nel cervello

    GUARDA IL VIDEO >> scoprirai in due minuti i risultati del lavoro realizzato nell’arco di nove anni: è il contributo di due lavori scientifici del prof. Luca Bonfanti realizzati con alcuni giovani collaboratori del gruppo di Neuroplasticità Adulta del NICO.

    Iscriviti alla nostra newsletter
    Rimani aggiornato su news e progetti

    Iscriviti alla nostra newsletter
    Rimani aggiornato su news e progetti