2026 IBRO Collaborative Research Grants
Sono 74 le candidature ricevute da tutto il mondo. Tra queste, a seguito di un rigoroso processo di valutazione, sono stati selezionati per il finanziamento 21 progetti che coinvolgono responsabili di progetto provenienti da 16 paesi e collaboratori provenienti da 11 paesi.
La prof.ssa Letizia Marvaldi del NICO – Università di Torino è tra i 21 vincitori del prestigioso grant della International Brain Research Organization dedicato a sostenere le collaborazioni internazionali tra gruppi di ricerca.
Il progetto sarà svolto in collaborazione con il dr. Philip Freund e il prof. Marco Terenzio dell’Okinawa Institute of Science and Technology (OIST, Giappone). Obiettivo: studiare l’influenza dell’ambiente sociale sul dolore neuropatico e sui processi di rigenerazione neuronale dopo una lesione del nervo periferico.
Per il NICO, insieme alla prof.ssa Marvaldi (gruppo di ricerca di Sviluppo e patologia del cervello, guidato dal prof. Vercelli) collaborano al progetto anche il dr. Christian Pritz e la dr.ssa Sofia Dotta.

Il dolore cronico: un fenomeno biologico ma anche sociale
Il dolore cronico colpisce quasi un terzo della popolazione mondiale e rappresenta una delle principali cause di disabilità e riduzione della qualità della vita. Sebbene il dolore sia tradizionalmente considerato un fenomeno biologico, sempre più evidenze dimostrano che fattori psicologici e sociali svolgono un ruolo fondamentale nella sua modulazione. Nonostante ciò, l’influenza dell’ambiente sociale sul dolore neuropatico e sui processi di rigenerazione neuronale dopo una lesione del nervo periferico rimane ancora poco compresa.
Integrando competenze nei campi della biologia del dolore, della rigenerazione neuronale e delle neuroscienze comportamentali, questo studio mira a fornire nuove conoscenze sul rapporto tra comportamento sociale e recupero fisiologico dopo una lesione nervosa. In prospettiva, i risultati potrebbero identificare l’ambiente sociale come un fattore determinante, ma ancora poco considerato, nella modulazione del dolore neuropatico e della rigenerazione nervosa, aprendo nuove opportunità per migliorare il recupero funzionale e la qualità di vita dei pazienti affetti da lesioni dei nervi periferici.

Il progetto di ricerca
Influenza del Contesto Sociale sul Dolore Neuropatico e sulla Rigenerazione Nervosa nei Topi Knockout per Importina α3
Lo studio si basa sull’utilizzo di topi knockout (KO) per importina α3, un modello sperimentale ben caratterizzato che presenta una riduzione del dolore cronico dopo lesione nervosa grazie ad alterazioni nella trascrizione di geni coinvolti nei meccanismi del dolore. Confrontando topi KO e wild-type (WT) mantenuti in differenti condizioni sociali — isolamento individuale, coppie e gruppi di tre animali — i nostri ricercatori intendono determinare se il contesto sociale sia in grado di modulare sia le risposte comportamentali sia i processi rigenerativi successivi alla lesione.

Tutti gli animali sono stati sottoposti a lesione da schiacciamento del nervo sciatico e monitorati fino a 25 giorni dopo l’intervento. La sensibilità al dolore è stata valutata mediante i test comportamentali di Von Frey e Hargreaves, insieme a un sistema automatizzato di analisi della postura della zampa, una misura innovativa e oggettiva che riflette fedelmente la gravità della lesione e il recupero funzionale. Parallelamente, le registrazioni video effettuate nelle gabbie vengono analizzate per quantificare l’attività locomotoria e le interazioni sociali, consentendo una caratterizzazione dettagliata del comportamento sociale prima e dopo la lesione.
Per valutare la rigenerazione neuronale, sono stati raccolti campioni di nervo sciatico, gangli delle radici dorsali (DRG) e cute della zampa a 7 e 28 giorni dalla lesione. Le analisi istologiche consentiranno di stabilire se le diverse condizioni sociali modulino i processi rigenerativi a livello del sito lesionato, dei corpi cellulari dei neuroni sensitivi e delle sedi periferiche di innervazione. In una fase successiva, lo studio sarà integrato con l’analisi delle vie di segnalazione coinvolte nella comunicazione con l’encefalo, per chiarire il loro ruolo nella rigenerazione nervosa e nei meccanismi del dolore.
