Gli effetti positivi della Green Therapy sul nostro cervello
Frontiers in Psychiatry, novembre 2025
An observational feasibility study on the impact of green exposure on major depressive episode symptomatology and inflammatory biomarkers
Gianna Pavarino 1,2; Claudio Brasso 2*, Marina Boido 1,2, Anna Carluccio 2,3, Francesca Cirulli 4, Giulio Mengozzi 5,6, Roberta Schellino 1,2, Alessandro Vercelli 1,2, Paola Rocca2,3*
Un’esposizione breve ma regolare al verde può essere associata, in poche settimane, al miglioramento dei sintomi depressivi e a una riduzione di alcuni marcatori biologici di infiammazione e risposta allo stress, noti per essere coinvolti nei disturbi dell’umore. Lo dimostra lo studio del gruppo NICO guidato dal prof. Vercelli pubblicato di recente su Frontiers in Psychiatry.
Trascorrere del tempo nella natura, anche in contesti urbani, è una piacevole abitudine ma può anche rappresentare un vero e proprio supporto per la salute mentale. È quanto emerge da uno studio condotto dal gruppo di Sviluppo e Patologia del Cervello guidato dal direttore del NICO e del Dipartimento di Neuroscienze UNITO, prof. Alessandro Vercelli e pubblicato sulla rivista Frontiers in Psychiatry. Lo studio, che vede come primi autori la dr.ssa Gianna Pavarino ed il dott. Claudio Brasso del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Torino, è stato realizzato in collaborazione con la Clinica Psichiatrica diretta dalla prof.ssa Paola Rocca, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino – Presidio Molinette, e con l’Istituto Superiore di Sanità (dr.ssa Francesca Cirulli).
Lo studio: l’importanza di unire valutazione clinica e analisi dei marcatori biologici
Obiettivo della ricerca, valutare se l’esposizione regolare ad ambienti verdi (45 minuti per 2 volte a settimana, in giardini e parchi urbani) – grazie all’inalazione dei terpeni, composti organici volatili rilasciati dalle piante – possa essere affiancata alle terapie tradizionali nei pazienti affetti da depressione o sindrome bipolare.
Si tratta di uno studio osservazionale preliminare, condotto su un numero limitato di pazienti, ma che ha già fornito risultati incoraggianti. Le nostre ricercatrici hanno adottato un approccio multimodale: oltre alla valutazione clinica, sono infatti state analizzate le variazioni di alcuni marcatori biologici nel sangue, misurati prima e dopo l’esposizione cronica al verde. Questo ha permesso di osservare non solo i cambiamenti percepiti dai pazienti, ma anche le modificazioni biologiche associate al contatto con la natura.
Nel complesso, lo studio dimostra che un’esposizione al verde relativamente breve – ma regolare – possa essere associata, in poche settimane, a una tendenza al miglioramento dei sintomi depressivi e a una riduzione di alcuni marcatori biologici di infiammazione e risposta allo stress (proteina C reattiva e interleuchina-6), noti per essere coinvolti nei disturbi dell’umore.
Questi risultati suggeriscono che integrare l’esposizione al verde nei percorsi di cura sia fattibile e potenzialmente efficace già nel breve periodo.

La ricerca continua: verso un approccio integrato per la cura della depressione
Proprio per questo, lo studio è ora in fase di estensione: la ricerca prosegue, con l’obiettivo di valutare gli effetti dell’esposizione al verde su un numero maggiore di pazienti e su un periodo più lungo, fino a sei mesi dall’inizio della “green therapy”. Gli studi futuri mirano inoltre ad approfondire i meccanismi biologici alla base di questi effetti positivi, valutando se l’esposizione al verde urbano possa influenzare anche i processi che regolano l’attività dei geni, oltre a chiarire più a fondo il modo in cui agisce sui neuroni.
Immergersi nella natura potrebbe quindi rivelarsi un’indicazione terapeutica semplice, accessibile e complementare alle terapie farmacologiche tradizionali, aprendo nuove prospettive per un approccio integrato alla cura della depressione.
I benefici del verde
Ascolta la puntata di Radio3 Scienza del 6/01/2026
Passeggiare nel verde potrebbe ridurre i fattori di rischio per patologie come depressione e disturbo bipolare. È il risultato preliminare di una ricerca condotta dal NICO – Istituto di Neuroscienze Cavalieri Ottolenghi dell’Università di Torino con la clinica psichiatrica dell’ospedale Molinette, come spiega Gianna Pavarino, neuroscienziata, prima autrice dello studio condotto dal NICO.
La terapia delle piante
guarda il servizio di TG Leonardo – RAI 3 del 31/12/2025
Camminare in spazi verdi ha un valore terapeutico anche in patologie gravi. Lo dimostra uno studio di ricercatori torinesi.
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1 Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi, Orbassano, Italy
2 Department of Neuroscience R. Levi Montalcini, University of Turin, Turin, Italy
3 Struttura Complessa Psichiatria Universitaria, Dipartimento di Neuroscienze e Salute Mentale, Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, Turin, Italy
4 Center for Behavioral Sciences and Mental Health, Istituto Superiore di Sanità, Rome, Italy
5 Dipartimento di Scienze Mediche, University of Turin, Turin, Italy
6 Struttura Complessa Biochimica Clinica, Dipartimento di Medicina di Laboratorio, Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, Turin, Italy
