IntrAflamE: al NICO il progetto MSCA per fermare l’Alzheimer prima che sia troppo tardi

IntrAflamE: al NICO il progetto MSCA per fermare l’Alzheimer prima che sia troppo tardi

    Nel 2026 ricorre un traguardo davvero speciale: 30 anni da quando le Azioni Marie Skłodowska-Curie sono state intitolate alla straordinaria scienziata polacco-francese che scoprì la radioattività e vinse due premi Nobel. Fin dalla sua istituzione, l’MSCA ha sostenuto oltre 150.000 ricercatori in tutte le fasi della loro carriera, promuovendo la mobilità internazionale, la collaborazione intersettoriale e l’eccellenza nella ricerca in Europa e oltre. Il nostro progetto fa parte di questa straordinaria eredità!

Per rallentare la progressione dell’Alzheimer, e la morte neuronale, è necessario identificare e prevenire i meccanismi patologici precoci durante le fasi asintomatiche della malattia. È questo l’obiettivo di IntrAflamE, progetto di ricerca con cui la dott.sa Alessia Caramello ha vinto il finanziamento del fondo europeo Marie-Sklodovska Curie Action (MSCA) – Postdoctoral Fellowship. Lo studio sarà sviluppato qui al NICO – Dipartimento di Neuroscienze “Rita Levi Montalcini” dell’Università di Torino.

La corsa alla cura dell’Alzheimer

La malattia di Alzheimer colpisce un terzo della popolazione oltre gli 85 anni, rappresentando una sfida medica urgente. Nonostante i primi farmaci approvati rimuovano efficacemente le placche amiloidi dal cervello dei pazienti, il trattamento rallenta solo lievemente il loro declino cognitivo. Questo succede perché la morte neuronale avviene nei decenni precedenti all’insorgenza dei sintomi, rendendo il danno irreversibile al momento della diagnosi e del trattamento. Per rallentare la progressione dell’Alzheimer, e la morte neuronale, è necessario quindi identificare e prevenire i meccanismi patologici precoci durante le fasi asintomatiche della malattia.

IntrAflamE
Al NICO lo studio finanziato dal prestigioso fondo europeo Marie-Sklodovska Curie Action

Malgrado il forte investimento e l’impegno di ricercatori in tutto il mondo l’Alzheimer resta ancora una malattia misteriosa. Sappiamo infatti che la perdita di memoria è dovuta alla morte delle cellule neuronali, mentre tra gli aspetti ancora poco chiari c’è quale sia il ruolo delle cellule della microglia, il sistema immunitario del cervello. Capire se le cellule della microglia aiutino i neuroni colpiti dalla malattia o se invece li danneggino è l’obiettivo di IntrAflamE, progetto di ricerca con cui la dott.sa Alessia Caramello ha vinto il finanziamento del fondo europeo  Marie-Sklodovska Curie Action (MSCA) – Postdoctoral Fellowship. Progetto che la dr.ssa Caramello ha scelto di portare avanti qui al NICO – Dipartimento di Neuroscienze “Rita Levi Montalcini” dell’Università di Torino con la supervisione della nostra vice-direttrice, la prof.ssa Annalisa Buffo, responsabile del gruppo di Fisiopatologia delle cellule staminali cerebrali.

Laureata in Biotecnologie molecolari all’Università di Torino, la dr.ssa Caramello torna in Italia forte dell’esperienza maturata come post-doc allo UK Dementia Research Istitute all’Imperial College di Londra. Qui – per i suoi studi su quali cellule neuronali vengano danneggiate per prime durante la malattia di Alzheimer nell’essere umano – ha ricevuto anche il finanziamento della Alzheimer’s Society, la principale organizzazione benefica del Regno Unito per la lotta alla demenza.

Lo studio dei meccanismi precoci nella malattia di Alzheimer
Accumulo di β-amiloidi e iperattività della microglia: una sinergia potenzialmente dannosa

Il progetto IntrAflamE mira a studiare due meccanismi patologici precoci: l’accumulo intraneuronale di β-amiloidi (intraAβ), e la neuroinfiammazione. Studi precedenti svolti dalla dott.ssa Caramello durante il suo post-doc in UK, evidenziano infatti come nel cervello post-mortem umano l’intraAβ – noto per causare disfunzione e morte neuronale – si accumuli precocemente nei neuroni “vulnerabili”, i primi a degenerare nell’Alzheimer (Caramello et al., 2025 Nature Communication).

In parallelo, la microglia – che di norma supporta le funzionalità neuronali eliminando elementi tossici o disfunzionali dal cervello – diventa iperattiva prima della formazione delle placche. Il blocco precoce di questi processi di neuroinfiammazione riduce sia la formazione delle placche che l’accumulo di intraAβ, rimane tuttavia da chiarire se la microglia iperattiva contribuisca direttamente o meno alla morte selettiva dei neuroni che accumulano intraAβ.

Neuroni RORB+ (rosso) con accumuli intracellulari di amiloidi (bianco) nella corteccia temporale umana, segno della loro vulnerabilità alla malattia di Alzheimer 

 

 

 

 

 

 

 

L’immagine – ottenuta con Imaging Mass Cytometry – mostra 2 dei 30 anticorpi utilizzati per identificare le sottopopolazioni neuronali vulnerabili alla malattia di Alzheimer nella corteccia temporale umana (CUX2 in rosso, MAP2 in verde)

Un potenziale nuovo bersaglio per terapie neuroprotettive, con attenzione alle differenze di genere

La dott.ssa Caramello sfrutterà modelli murini di Alzheimer per confermare quali neuroni accumulano intraAβ e per testare se ridurre farmacologicamente la reattività della microglia può prevenire la loro morte. L’obiettivo finale di IntrAflamE è determinare se l‘interazione potenzialmente dannosa tra microglia iperattiva e neuroni con intraAβ può essere un bersaglio per terapie neuro protettive che prevengano la morte neuronale prima della comparsa dei sintomi.

Inoltre, poiché le donne hanno un rischio maggiore di sviluppare la malattia, questo studio verrà effettuato analizzando separatamente modelli animali maschi e femmine al fine di individuare suscettibilità legate al genere utili allo sviluppo di terapie sesso-specifiche.

 

 Celebrating 30 years of the Marie Skłodowska-Curie Actions

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