Il cervello adulto è davvero un organo statico?
Durante questo incontro del Forum ICSEM 2026, il professor Luca Bonfanti e il giornalista Piero Bianucci esplorano una delle frontiere più affascinanti delle neuroscienze: l’enigma dei neuroni giovani.
Per decenni abbiamo creduto che il cervello adulto fosse “finito”, immutabile nelle sue connessioni. Oggi sappiamo che non è così. Ma la vera sorpresa non risiede solo nella nascita di nuovi neuroni, quanto nell’esistenza di cellule che restano in uno stato di eterna giovinezza: i neuroni immaturi.
L’enigma del neurone giovane
Introdotto da Sandra Damotti, l’incontro prende le mosse dall’ultima fatica letteraria del prof. Luca Bonfanti (gruppo NICO di Neuroplasticità adulta – Università di Torino), “L’enigma del neurone giovane”. In dialogo con Piero Bianucci, Bonfanti illustra come queste cellule rappresentino una forma di plasticità cerebrale diversa da quella comunemente nota.
Mentre la neurogenesi (la nascita di nuovi neuroni) è limitata a pochissime aree del cervello umano, i neuroni immaturi sono sparsi nella corteccia cerebrale. Ma qual è la loro funzione?
Sono scultori? Ovvero, servono a modellare costantemente i nostri circuiti in base all’esperienza?
Sono una ruota di scorta? Una riserva pronta a intervenire in caso di necessità o invecchiamento?
Un ponte verso il futuro della ricerca
Capire come queste cellule “giovani” sopravvivano nel cervello adulto apre scenari rivoluzionari per il trattamento delle malattie neurodegenerative e per la comprensione dei processi di apprendimento. Durante il dibattito, emerge come la ricerca stia cercando di capire se sia possibile “attivare” questa riserva per contrastare il declino cognitivo.
scopri di più sui Neuroni immaturi
Non siamo solo il risultato dei nostri geni, ma del modo in cui la nostra esperienza scolpisce la materia cerebrale attraverso questi incredibili meccanismi di plasticità.
Guarda la registrazione dell’incontro
Se hai perso la diretta del o vuoi approfondire i dettagli tecnici dell’intervento del Prof. Bonfanti, puoi guardare il video integrale qui sotto:
