Patologie del neurosviluppo: il progetto di ricerca Nutrire i talenti sostenuto da Fondazione Venesio EF

Patologie del neurosviluppo: il progetto di ricerca Nutrire i talenti sostenuto da Fondazione Venesio EF

Nutrire i talenti per far crescere la ricerca

Prosegue per il secondo anno il progetto di ricerca dedicato alle patologie del neurosviluppo e sostenuto da Fondazione Venesio EF nell’ambito del bando Nutrire i talenti per far crescere la ricerca, l’iniziativa del NICO nata per sostenere l’impegno di giovani e brillanti ricercatrici e ricercatori con borse di ricerca della durata di un anno, da svolgere presso l’Istituto.

La dr.ssa Letizia Lazzerini – vincitrice della prima edizione del bando Nutrire i talenti 2024-25 – porta avanti quindi anche nel 2026 il suo lavoro con il gruppo di ricerca NICO di Neurogenesi embrionale guidato dal prof. Ferdinando Di Cunto, che focalizza i suoi studi sui processi del neurosviluppo e in particolare sui meccanismi molecolari della microcefalia che possano fornire utili bersagli terapeutici per combattere tumori cerebrali oggi difficilmente curabili, come il medulloblastoma.

Il progetto di ricerca
Analisi dei meccanismi cellulari e molecolari della sindrome del neurosviluppo MCPH17

Le microcefalie di origine genetica sono patologie del neurosviluppo caratterizzate da una forte riduzione del volume del cervello, accompagnate da sintomi invalidanti come disabilità intellettiva, epilessia e disturbi del movimento, causate da mutazioni in specifici geni. La sindrome MCPH17 si caratterizza per mutazioni del gene CIT, che possono determinare sindromi microcefaliche di gravità variabile, con la compromissione dello sviluppo del cervello alla nascita, ma limitati effetti nella funzionalità degli altri organi.

Il progetto su cui lavora la dott.ssa Lazzerini [nella foto a sinistra, con la collega dott.ssa Alessia Ferraro, anche lei borsista del gruppo del prof. Di Cunto] consiste nell’identificare i meccanismi che regolano la sensibilità dei progenitori neurali alle mutazioni del gene CIT, con l’obiettivo di individuare possibili contromisure farmacologiche. Per tale scopo, utilizza come modello di studio in vitro linee cellulari tumorali con diversa sensibilità alla mancanza della proteina Citron kinase (CITK), prodotto del gene CIT.

CITK come possibile target terapeutico per il trattamento dei tumori cerebrali di alto grado

Inoltre, il progetto di ricerca prevede lo studio di CITK come possibile target terapeutico per il trattamento dei tumori cerebrali di alto grado. Il razionale di questo approccio consiste nel fatto che questa proteina svolge un ruolo fondamentale nella divisione delle cellule progenitrici neurali, che mostrano somiglianze molto significative con le cellule dei tumori cerebrali più aggressivi. Eliminare la proteina CITK si è già rivelata una strategia promettente per il tumore pediatrico medulloblastoma, i dati preliminari finora ottenuti mostrano inoltre che potrebbe avere un’efficacia simile anche nel glioblastoma, tumore cerebrale per il quale mancano terapie efficaci a lungo termine.

Immagini di sferoidi di glioblastoma: aumento della morte cellulare (fluorescenza verde) a seguito dell’eliminazione della proteina CITK (destra) rispetto al controllo (sinistra).
 

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