Alzheimer, SMA e Sclerosi multipla

Non esiste ricerca applicata, ma solo applicazioni della ricerca di base

Così recita un famoso aforisma della neurobiologia. Partiamo da qui per una premessa importante.
La ricerca di base serve per scoprire l’ignoto, mentre la ricerca applicata serve per sviluppare l’esistente.
La ricerca di base è quella che ci permette di fare cose che oggi non immaginiamo neppure. Mentre la ricerca applicata serve per migliorare quelle che abbiamo già e conosciamo. Sono quindi importanti e necessarie tutte e due: ma è doveroso distinguerle, soprattutto se  – come facciamo qui – si parla di ricerca clinica, dedicata a prevenire o curare malattie neurodegenerative.
Ricordiamo sempre che il trasferimento dai laboratori di ricerca alla terapia  – e quindi al farmaco – implica tempi lunghi e procedure molto complesse. Perché la ricerca, la scienza in generale, procede per tentativi e per piccoli passi.

La neurobiologia moderna applicata alla medicina sta dando finalmente delle risposte terapeutiche ad alcune patologie del sistema nervoso: si pensi alla SMA, ai traumi spinali, alla sclerosi multipla e alla malattia di Parkinson. Molti tra gli stati patologici del sistema nervoso – lesioni traumatiche, ictus, malattie neurodegenerative, demenze senili – finora considerate incurabili, hanno la prospettiva di vedere nuove terapie nel prossimo futuro.
Peraltro oggi sappiamo che fattori esterni, come l’inquinamento, e interni (come l’infiammazione) giocano un ruolo fondamentale in queste patologie.

Al NICO sviluppiamo modelli di malattia per individuare strategie terapeutiche farmacologiche – tra cui i trapianti di cellule staminali – e comportamentali, che si possano poi sperimentare nell’uomo, in collaborazione con i colleghi clinici e con biotec, startup e case farmaceutiche.

Tra le patologie più studiate dai nostri gruppi di ricerca troviamo:

  • la SMA – atrofia muscolare spinale
  • i traumi spinali
  • la malattia di Huntington
  • le atassie cerebellari
  • la microcefalia e i tumori cerebrali
  • le varie forme di demenza, tra cui l’Alzheimer
  • la Sclerosi multipla

In collaborazione con i neurologi del CRESM – il Centro di Riferimento Regionale per la Sclerosi multipla che ha sede nel vicino Ospedale San Luigi Gonzaga (Orbassano) – studiamo i fattori che possono indirizzare verso i diversi approcci terapeutici per la sclerosi multipla, per una medicina personalizzata.
Al NICO ha sede inoltre la BioBanca del CRESM che raccoglie i campioni biologici e i dati provenienti da persone con malattie neurologiche e da partecipanti sani, per poi renderli disponibili per la ricerca nel campo delle malattie neurologiche.

News Correlate

Riposizionamento dei farmaci: un nuovo uso dell’aloperidolo come promettente strategia nella SMA

È uno degli approcci più promettenti: utilizzare cioè molecole già approvate per altre patologie, riducendo così tempi, costi e rischi dello sviluppo clinico. Si colloca in questa direzione lo studio della dr.ssa Giovanna Menduti - pubblicato sulla prestigiosa rivista Experimental & Molecular Medicine (portfolio Nature) - che dimostra il potenziale effetto positivo dell’aloperidolo, un noto antipsicotico, nel contrastare la SMA.

IntrAflamE: al NICO il progetto MSCA per fermare l’Alzheimer prima che sia troppo tardi

Per rallentare la progressione dell’Alzheimer, e la morte neuronale, è necessario identificare e prevenire i meccanismi patologici precoci durante le fasi asintomatiche della malattia. È questo l’obiettivo di IntrAflamE, progetto di ricerca con cui la dott.sa Alessia Caramello ha vinto il finanziamento europeo Marie-Sklodovska Curie Action (MSCA). Lo studio sarà sviluppato al NICO – Dipartimento di Neuroscienze UNITO.

Atrofia Muscolare Spinale: nuove evidenze sul coinvolgimento della corteccia cerebrale

La progressione della SMA altera i segnali inibitori indebolendo la stabilità delle connessioni corticali motorie. Lo dimostra un recente studio del nostro del nostro gruppo guidato dal prof. Vercelli, e pubblicato su Cell Death and Disease (gruppo Nature).

RARE DISEASE DAY: dalla ricerca di base nuove prospettive terapeutiche per la SMA

Le ricercatrici del gruppo guidato dal prof. Vercelli hanno utilizzato per la prima volta i neuroni corticali come affidabile modello sperimentale in vitro, valutando l’efficacia di nuovi composti che rallentino la progressione dell'atrofia muscolare. I risultati dello studio - pubblicati su Scientific Reports - forniscono preziose indicazioni sugli effetti neuro protettivi nella SMA della 10H-fenotiazina, una molecola già testata e nota per il trattamento delle malattie di Parkinson e di Alzheimer.

Fondazione Telethon premia per la seconda volta Enrica Boda del NICO

La prof.ssa Enrica Boda del NICO – UniTo è tra i 3 vincitori in Piemonte del bando di Fondazione Telethon 2025-2027. Il suo progetto di ricerca - già premiato nel 2023 - mira a trovare nuovi target farmacologici per una forma genetica di microcefalia.

La malattia di Alzheimer: meccanismi biologici, epigenetica e tecnologie emergenti per la diagnosi precoce

Giovedì 5 febbraio, presso il Dipartimento di Neuroscienze “Rita Levi Montalcini” dell'Università di Torino, è in programma la presentazione dei progetti di ricerca sostenuti da Fondazione CRT - Bando Erogazioni Ordinarie. Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili.

Riparare il sistema nervoso: le cellule staminali e il futuro della medicina rigenerativa

GUARDA IL VIDEO - Il nostro cervello ha una capacità limitata di ripararsi da solo. Ma una strada promettente è offerta dalle terapie con cellule staminali: cellule "madri" da cui ottenere nuovi neuroni.

Iscriviti alla nostra newsletter
Rimani aggiornato su news e progetti

Iscriviti alla nostra newsletter
Rimani aggiornato su news e progetti