Lo studio della plasticità è la chiave per riparare i danni cerebrali e attuare strategie preventive nei confronti dell’invecchiamento.
Dallo sviluppo embrionale, fino all’età adulta e alla senescenza, il sistema nervoso va incontro a modificazioni funzionali e strutturali che permettono al cervello giovane di crescere e all’individuo adulto di adattarsi all’ambiente che cambia.
Questa proprietà – chiamata plasticità neuronale o plasticità cerebrale – in alcuni casi, può anche permettere al tessuto nervoso di reagire alle lesioni, mettendo in atto processi riparativi.
La plasticità cerebrale rimane molto attiva durante le fasi giovanili, diminuendo poi con l’età, in relazione alla maturazione dei circuiti nervosi. Il cervello adulto avrà così la stabilità necessaria per il suo funzionamento di organo complesso, mantenendo tuttavia una certa “flessibilità”.
Lo studio della plasticità è al tempo stesso la chiave per capire come impariamo, e un’opportunità che il nostro cervello ha per riparare i danni cerebrali, talora riattivando nell’adulto alcuni meccanismi tipici dello sviluppo. Gli studi più recenti indicano come sia possibile usarla per attuare strategie preventive nei confronti dell’invecchiamento e tecniche riabilitative in seguito a traumi cerebrali.
La plasticità è ancora più marcata nel sistema nervoso periferico, dove le possibilità di rigenerazione e ricrescita dei nervi sono maggiori di quelle presenti nel cervello.
Al NICO studiamo le molecole e le cellule coinvolte nei meccanismi di plasticità – dalle staminali neurali ai neuroni immaturi – e i diversi fattori interni ed esterni che possono modularla o alterarla. Studiamo inoltre le conseguenze funzionali e comportamentali della plasticità neurale, in modo da applicarle poi nelle patologie umane. Uno dei nostri gruppi di ricerca è dedicato di studiare la rigenerazione dei nervi periferici a seguito di una lesione. Siamo infinte impegnati nello studio dei meccanismi della crescita delle cellule nervose, anche in relazione al dolore neuropatico.





