Studiamo i fattori di rischio per prevenire e contrastare l’invecchiamento cerebrale.
Nel 2050 in Italia le persone di 65 anni e più potrebbero rappresentare oltre il 30% del totale (fonte Rapporto annuale ISTAT 2025). In generale, con l’aumento dell’aspettativa di vita, l’età media della popolazione mondiale – soprattutto nei paesi occidentali – continua ad aumentare. E con l’aumentare dell’età cresce anche il tempo di esposizione del nostro organismo e del cervello al cosiddetto esposoma, termine che racchiude l’insieme di fattori interni (genetici) ed esterni (fisici, chimici, biologici e sociali) che possono risultare dannosi.
Promuovere stili di vita sani – derivanti da conoscenze neuro scientifiche – diventa così fondamentale per ridurre l’azione negativa dell’esposoma sul nostro sistema nervoso, al fine di prevenire le malattie neurodegenerative e psichiatriche.
Prevenzione: capire gli effetti e ridurre l’esposizione a sostanze inquinanti
Al NICO studiamo gli effetti patologici sul sistema nervoso di sostanze inquinanti come le polveri sottili (ad esempio il PM10) e gli interferenti endocrini (composti chimici ma anche di origine naturale come la soia, un potente fitoestrogeno) presenti in oggetti di uso quotidiano, dai contenitori di plastica per gli alimenti agli scontrini.
Promuovere un invecchiamento attivo e in salute
Studiamo inoltre tutti gli aspetti che hanno un impatto sulla plasticità cerebrale: gli effetti preventivi del contatto con la natura nel ridurre lo stress o alleviare i sintomi di depressione e ansia, e – più in generale – dell’attività cognitiva, fisica e sociale nella prevenzione delle malattie neurodegenerative.
Insieme ai colleghi clinici studiamo, applichiamo e proponiamo terapie non farmacologiche e nuove tecnologie – come dispositivi medicali, realtà virtuale e robotica – da integrare nell’assistenza all’anziano. L’obiettivo ultimo è adottare approcci integrati che promuovano un invecchiamento attivo e in salute.








