Unistem Day

Unistem Day

UniStem Day è la giornata dedicata agli studenti delle scuole superiori, organizzata dal Centro UniStem a partire dal 2009.

La giornata vuole essere un’occasione per l’apprendimento, la scoperta, il confronto nell’ambito della ricerca scientifica a partire dalle cellule staminali. Verranno trattate esperienze collegate alla ricerca, all’essere scienziato giorno dopo giorno e ai meccanismi di formazione della conoscenza che contribuiscono al progresso tecnologico e scientifico.

SAVE THE DATE!

Unistem Day XVIII edizione
venerdì 20 marzo 2026

Università di Torino
Aula Magna della Cavallerizza Reale
Via Verdi 9 – Torino

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Quanti saremo?

L’evento si svolge in contemporanea in 87 Università e Istituti di Ricerca nel mondo in Australia, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Olanda, Polonia, Regno Unito, Serbia, Spagna, Svezia, Ungheria. 14 Paesi, 2 continenti e 30.000 studenti: tutti insieme pronti ad intraprendere l’infinito viaggio della ricerca scientifica.

L’evento di Torino è organizzato da noi del NICO – Università di Torino, con il coordinamento della prof.ssa Annalisa Buffo e in collaborazione con il Dipartimento di Neuroscienze “Rita Levi Montalcini” – UniTo 

 

LIBERI DI SCEGLIERE

Quest’anno UniStem Day raggiunge, con la sua XVIII edizione, la “maggiore età”. Un traguardo che condividiamo con le studentesse e gli studenti che ogni anno partecipano all’evento nelle aule delle nostre Università – tutti diciottenni o quasi – per i quali questo è anche il tempo delle scelte. Vorremmo dedicare proprio a questo momento l’edizione 2026.

LIBERI DI SCEGLIERE” è dunque un invito rivolto alle ragazze e ai ragazzi che accoglieremo a sentirsi liberi di intraprendere la strada che più sentono propria, andando oltre ogni pregiudizio e guardando al di là di cornici e convenzioni sociali. Senza dimenticare che la libertà è il presupposto fondamentale di ogni impresa scientifica e del suo metodo, attorno al quale da sempre costruiamo i programmi della giornata.

Ma la libertà di scegliere si fonda sull’uguaglianza delle opportunità e sul riconoscimento del valore della diversità. Per questo, a Torino esploreremo come la ricerca scientifica traduca questi principi in pratiche concrete.

Dalle neurotecnologie e dalla robotica che aprono nuove possibilità per superare la disabilità, allo studio dei processi di neurosviluppo, fino alla comprensione di come costruiamo la rappresentazione del nostro corpo e della nostra identità. Scopriremo anche che rimanere fedeli a interessi molteplici, attraversando discipline diverse e linguaggi apparentemente lontani, non solo è possibile, ma può diventare una risorsa preziosa.

LIBERI DI SCEGLIERE… sempre

Vedremo poi come l’educazione superiore e la ricerca creino le condizioni per rendere concreti i principi di uguaglianza, inclusione e pari opportunità, permettendo a studenti stranieri di proseguire i loro percorsi di studio interrotti o minacciati da guerre e invasioni.

A Torino, UniStem Day avrà il piacere di ospitare e dare voce  ad alcune studentesse e studenti palestinesi – che l’Università di Torino ha accolto in questi anni grazie al programma IUPALS – e ad alcuni studenti rifugiati accolti nell’ambito del programma UNICORE, arrivato alla sua VII edizione in collaborazione con UNHCR.

 

20 marzo 2026 | ore 8:30 – 12:45
Aula Magna della Cavallerizza Reale
Università di Torino

Apertura e introduzione

 

Annalisa Buffo
Vicedirettrice del NICO – Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi, dove guida il gruppo di ricerca di Fisiopatologia delle cellule staminali cerebrali e docente di Fisiologia del Dipartimento di Neuroscienze Rita Levi Montalcini, Università di Torino

Saluti di benvenuto

Cristina Prandi
Magnifica Rettrice dell’Università di Torino

 

 

 

 

 

 



Alessandro Vercelli
Direttore del Dipartimento di Neuroscienze
e del NICO – Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi, Università di Torino

 

I NOSTRI SPEAKER

 


Francesca Garbarini

ordinaria di Neuropsicologia e Psicobiologia del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino, guida il gruppo di ricerca Manibus Lab – MovementANd body In Behavioral and physiological neUroScience. Studia come si sviluppa la rappresentazione del sé corporeo a partire dalla vita prenatale.

Tra identità e diversità
come il cervello sviluppa la rappresentazione del nostro corpo

Come nasce la sensazione di essere dentro un corpo che riconosciamo come nostro?
Già prima della nascita e nei primissimi mesi di vita, il cervello impara a mettere insieme segnali diversi (tatto, movimento, postura, suoni e immagini) costruendo le basi della nostra consapevolezza corporea. In questo incontro racconteremo quando emergono questi primi indizi del sé corporeo nello sviluppo tipico, esplorando anche contesti patologici in cui la rappresentazione corporea risulta alterata.
Non tutti i percorsi di sviluppo, infatti, seguono le stesse traiettorie. In condizioni come la paralisi cerebrale infantile, la limitazione del movimento sin dalle prime fasi di vita riduce le occasioni per sperimentare la convergenza di stimoli multisensoriali sul proprio corpo, compromettendo l’instaurarsi di una solida consapevolezza corporea.
Esistono poi altri contesti clinici in cui emerge una discrepanza tra corpo biologico, corpo percepito e corpo ideale. Nei disturbi del comportamento alimentare, ad esempio, la percezione delle dimensioni corporee può non corrispondere alla realtà fisica. Nella disforia di genere, il genere con cui una persona si identifica non coincide con il sesso assegnato alla nascita, evidenziando come l’esperienza del corpo sia anche profondamente intrecciata con l’identità. Nel caso del Body Integrity Identity Disorder (BIID), alcune persone percepiscono come estranea una parte del proprio corpo, arrivando a desiderarne l’amputazione per sentirsi coerenti con la propria immagine corporea.
Attraverso questi esempi, cercheremo di capire come si costruisce e talvolta si trasforma il senso del sé corporeo, riflettendo sulla relazione tra identità e diversità.

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Silvestro Micera

guida il gruppo di Ingegneria Neurale dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ed è ordinario – Bertarelli Foundation Chair in Translational Neuroengineering presso l’EPFL – École Polytechnique Federale de Lausanne. Sviluppa interfacce neurali impiantabili e sistemi robotici per il recupero di funzioni sensorimotorie in persone con disabilità.

Superare la disabilità
neuroprotesi impiantabili e indossabili per ripristinare le funzioni neurali perdute

La neuroingegneria sta cambiando il modo in cui comprendiamo il cervello e il sistema nervoso, unendo l’ingegneria più avanzata — micro e nanotecnologie, elettronica, robotica, intelligenza artificiale — con le neuroscienze cellulari, molecolari e cognitive. Questa convergenza ha un obiettivo ambizioso ma concreto: trasformare la conoscenza scientifica in tecnologie capaci di restituire funzioni perdute e migliorare la qualità della vita di milioni di persone.
Negli ultimi anni, la neuroingegneria ha compiuto progressi straordinari, aprendo la strada a una nuova generazione di neuroprotesi modulari, progettate per essere impiantabili o indossabili, adattabili al paziente e integrate con il corpo. Questi sistemi non si limitano a “sostituire” una funzione: puntano a ricostruire un dialogo reale tra tecnologia e sistema nervoso.
In questa presentazione mostrerò esempi di come queste interfacce possano contribuire a ripristinare:

  • funzioni sensoriali, come il tatto, la percezione della posizione e della temperatura nelle protesi di mano, fino al recupero della visione;
  • funzioni motorie, dalla presa e manipolazione di oggetti alla locomozione;
  • funzioni autonome, con applicazioni promettenti per condizioni ad alto impatto come il diabete di tipo 2 e le patologie cardiovascolari.

Oltre all’aspetto riabilitativo, queste tecnologie rappresentano anche un’opportunità unica per la scienza: diventano vere e proprie “finestre” sul funzionamento del sistema nervoso, permettendo di studiare in modo nuovo e quantitativo processi complessi come il linguaggio, l’apprendimento e il decision making.

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Sara Bonzano

biologa e ricercatrice del NICO (gruppo di ricerca di Neuroplasticità adulta) e del Dipartimento di Scienze e Biologie dei Sistemi dell’Università di Torino. Si occupa di un raro disturbo del neurosviluppo di origine genetica, studiando come i geni e la plasticità cerebrale influenzino lo sviluppo e il funzionamento del cervello.

Ogni cervello è unico
una storia di geni, ambiente e plasticità

Il cervello umano non è un’entità statica, ma un ecosistema in perenne mutamento. È il risultato di un dialogo incessante tra il nostro patrimonio genetico e le esperienze che attraversiamo: una danza mediata dalla plasticità cerebrale, la capacità del sistema nervoso di modellarsi e adattarsi. Ma cosa accade quando questo dialogo si interrompe o prende direzioni impreviste?
In questo seminario esploreremo il confine sottile tra variabilità fisiologica e traiettoria patologica. Approfondiremo come alterazioni nei processi di sviluppo e nei meccanismi di plasticità non siano semplici “errori di sistema”, ma possano rappresentare l’origine di disturbi del neurosviluppo e di patologie neurologiche e psichiatriche complesse.
Analizzeremo come il cervello, di fronte alla malattia o alla lesione, non si “arrenda”, ma tenti di riorganizzarsi attraverso sofisticati meccanismi di adattamento e compensazione. Attraverso alcuni casi di studio, vedremo come la comprensione profonda di queste traiettorie differenti rappresenti oggi una chiave fondamentale per la diagnosi precoce e per lo sviluppo di terapie sempre più personalizzate.
Scopriremo infine che lo studio della patologia offre una prospettiva privilegiata sui meccanismi fondamentali del funzionamento cerebrale, mostrando come anche nelle condizioni patologiche emergano dinamiche di adattamento, compensazione e riorganizzazione.

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Marzia Munafò

biologa molecolare presso l’EMBL di Monterotondo (Roma) e illustratrice scientifica. Al suo lavoro di ricerca unisce la passione per il disegno nella creazione di illustrazioni non convenzionali ispirate alla scienza.

La scienza a colori
quando la biologia molecolare incontra l’arte

Scienza e arte, due mondi apparentemente distanti e inconciliabili, si incontrano nell’illustrazione scientifica. L’arte diventa potente mezzo di comunicazione di complessi concetti scientifici, che sono così fruibili da un pubblico ampio, anche al di fuori dei laboratori.
Da scienziata, studio i meccanismi molecolari alla base del funzionamento delle cellule. Da illustratrice, mi piace immaginare questi meccanismi e dar loro vita tramite forme e colori, ricercando strade non convenzionali per fare divulgazione scientifica.

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Tocca a voi!
Dibattito con gli studenti e conclusioni

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Sessione pomeridiana

 

LABORATORI  > h 14:00 – 16:30
Istituto di Anatomia dell’Università di Torino
Corso Massimo D’Azeglio 52, Torino

Il Corpo Digitale

con la prof.ssa Serena Stanga del NICO – Dipartimento di Neuroscienze UNITO
Gli studenti saranno accompagnati in un viaggio all’interno del corpo umano utilizzando Anatomage, un Tavolo Anatomico virtuale in grado di mostrare l’anatomia e la fisiologia umana reali in dimensioni 1:1. Grazie all’ampio schermo tattile, gli utilizzatori possono interagire facilmente con le strutture ricostruite in tre dimensioni in un’esperienza di apprendimento pratico e interattivo.

Neuro Feed Back con ultrasuoni – come misurare l’attività il cervello

con i l prof. Silvestro Roatta, la dott.ssa Rosita Rabbito e il dott. Marco Romanelli – Dipartimento di Neuroscienze UNITO
Gli studenti scopriranno come mediante le onde sonore sia possibile misurare i flussi di sangue nel cervello e raccogliere informazioni utili anche a scopo diagnostico.

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Per informazioni: barbara.magnani@unito.it

UniStem è il Centro di Ricerca Coordinata sulle Cellule Staminali dell’Università degli Studi di Milano, fondato nel 2006 da E. Cattaneo, G. Cossu, F. Gandolfi e Y. Torrente. Il Centro ha l’obiettivo di integrare, coordinare e promuovere l’accesso alle informazioni relative allo studio delle cellule staminali e del loro potenziale applicativo. 

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