Storia

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La Fondazione Cavalieri Ottolenghi deriva dal lascito all’Università di Torino di Annetta Cavalieri Ottolenghi, gentildonna torinese che ha vissuto per lungo tempo a Roma.

Colpita profondamente dalla tragedia delle malattie mentali, di cui aveva esempi in famiglia, la Signora Cavalieri Ottolenghi decide di destinare tutti i suoi averi all’Università di Torino, con la clausola - contenuta nel testamento del 17 novembre 1957 - che i fondi vengano destinati allo studio delle basi fisiche e chimiche e alla terapia delle insanità mentali.

In seguito alla morte della Signora, avvenuta il 5 maggio 1958, ci vogliono molti anni per accertare i beni mobili e immobili della testamentaria, per definire le procedure e le modalità di trasferimento all’Università di Torino e - non ultima - l’utilizzazione della cifra e del suo reddito, come emerge da una lettera del 1996 del primo Presidente della Fondazione.

Il Consiglio di Amministrazione dell’Università di Torino decide quindi che una Fondazione possa tutelare al meglio le volontà testamentarie di Annetta Cavalieri Ottolenghi. Viene così istituita la Fondazione con Presidente il Rettore dell’Università di Torino Mario Umberto Dianzani, al quale succedono negli anni i Rettori dell’Ateneo torinese.
 
 La sede amministrativa e i laboratori di ricerca della Fondazione, ospitati per anni dal Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche dell'Università di Torino presso il Polo della Facoltà di Medicina e Chirurgia, dal 2010 si trasferiscono nel nuovo con sede presso l'Azienda Ospedaliero - Univesitaria San Luigi Gonzaga, a Orbassano, in provincia di Torino.

Agenda

30 marzo 2020
10 aprile 2020

Technical Report NICO

Un appuntamento per far conoscere potenzialità e modalità d'uso degli strumenti acquisiti recentemente dal NICO e favorire le collaborazioni fra i gruppi. 

Sportello LESIONI SPINALI

Paziente tetraplegico operato al CTO di Torino torna a usare le mani

Una notizia che abbiamo letto tutti di recente sui giornali. Noi del NICO abbiamo la fortuna di collaborare da anni con il dott. Bruno Battiston e il prof. Diego Garbossa - i chirurghi che hanno svolto l'operazione - e ci siamo fatti spiegare bene in cosa consiste l’intervento, quale era la situazione del paziente e quali saranno i possibili risultati. 
Tutto questo al di là delle semplificazioni e dei titoli roboanti dei giornali, comprensibilmente utilizzati per attirare l’attenzione dei lettori.

10 giugno 2019