Gravidanza e Sclerosi Multipla: uno studio sul ruolo della placenta nella risposta immunitaria

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23/03/2021
Gravidanza e Sclerosi Multipla: uno studio sul ruolo della placenta nella risposta immunitaria

International Journal of Molecular Sciences, 12 marzo 2021
Gravidanza e Sclerosi Multipla: uno studio sul ruolo della placenta nella risposta immunitaria

Uno studio sulle vescicole extracellulari placentari del gruppo NICO di Neurobiologia clinica - CRESM suggerisce il loro ruolo immunomodulatorio nella SM e pone le basi per un promettente filone di ricerca che ne indaghi il potenziale terapeutico.

Martire S 1,2,**, Montarolo F 1,2,3**, Spadaro M 1,2,, Perga S 1,2,4, Sforza M.L 1,2, Marozio L 5, Frezet F  5, Bruno S 6, Chiabotto G 6, Deregibus M.C 7, Camussi G 6, Botta G 8, Benedetto C 5, Bertolotto A 1,2

La gravidanza rappresenta una particolare condizione per il sistema immunitario, che deve adattarsi a tollerare la presenza del feto conservando al tempo stesso la capacità di combattere gli attacchi da parte dei microorganismi esterni. Ed è in grado di modificare il decorso della sclerosi multipla (SM): le pazienti durante la gravidanza mostrano infatti una riduzione del 70% del tasso di recidive, particolarmente nel terzo trimestre. Tuttavia, i meccanismi alla base di questo fenomeno non sono ancora del tutto chiari.

La placenta è un organo fondamentale per lo scambio di informazioni tra la madre e il feto. Uno dei principali strumenti di scambio di tali informazioni è rappresentato dalle vescicole extracellulari (VE), una popolazione eterogenea di vescicole in grado di modulare la risposta immunitaria materna. Studi sul modello murino di SM hanno mostrato che il miglioramento del corso di malattia indotto dalla gravidanza è associato a meccanismi anti-infiammatori e neuroprotettivi mediati dalle VE. Tuttavia, il ruolo delle VE di origine placentare nelle donne con SM non è mai stato indagato.

In questo studio pubblicato su International Journal of Molecular Sciences, le nostre ricercatrici Serena Martire e Francesca Montarolo (nella foto qui in basso) del gruppo NICO di Neurobiologia clinica guidato dal dr. Antonio Bertolotto - CRESM Centro di Riferimento Regionale per la SM - hanno realizzato una prima caratterizzazione fenotipica e funzionale delle VE secrete da tessuto placentare di donne con SM subito dopo il parto, incentrato sia sulla parte materna della placenta (decidua) che su quella fetale (trofoblasto).

SMartire-FRoncarolo
In particolare è stata analizzata l’espressione di 37 proteine di superficie presenti sulle VE e testata la capacità delle VE di influenzare alcune popolazioni cellulari del sistema immunitario che hanno un ruolo importante nella patogenesi della SM, come i monociti e i linfociti T regolatori.

I risultati dello studio indicano che le VE placentari delle donne sane e di quelle con SM sono simili per forma e dimensione ed esprimono alti livelli di proteine di superficie caratteristiche delle cellule staminali e delle cellule progenitrici indifferenziate. Sussistono tuttavia delle differenze, che probabilmente riflettono le differenze nelle loro cellule di origine. È stato osservato inoltre che il trattamento con VE placentari di donne con SM è in grado di diminuire la produzione di citochine pro-infiammatorie da parte dei monociti attivati e di aumentare la capacità dei linfociti T regolatori di spegnere la risposta immunitaria.

Sebbene ancora a livello preliminare, questi risultati suggeriscono che le VE placentari di donne con SM abbiano una funzione immunomodulatoria, il che pone le basi per un promettente filone di ricerca che possa chiarire il ruolo delle VE nella remissione di malattia indotta dalla gravidanza e indagarne il potenziale terapeutico.

Lo studio è stato finanziato da AISM con la sua Fondazione FISM - Fondazione Italiana Sclerosi Multipla e condotto in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Chirurgiche, Ostetricia e Ginecologia dell’Università di Torino, con il Dipartimento di Patologia della Città della Salute e della Scienza di Torino e con il Dipartimento di Scienze Mediche e Centro di Ricerca per le Biotecnologie Molecolari di Torino.

Graphical abstract_placental EV
Le figure A e B mostrano rispettivamente forma e dimensione delle vescicole extracellulari placentari di una donna sana (A) e con SM (B), ottenute tramite acquisizione di immagini al microscopio elettronico e analisi di monitoraggio delle nanoparticelle. La figura C mostra il livello di espressione della citochina pro-infiammatoria IL1-βin colture cellulari di monociti non trattati (M0), attivati con stimoli infiammatori (M0 LPS) e trattati con vescicole extracellulari derivate da tessuti di decidua e trofoblasto di donne sane e con SM. La figura D mostra il livello di proliferazione di colture di linfociti T CD4+in presenza di linfociti T regolatori non trattati (CD4 + Treg) e trattati con vescicole extracellulari derivate da tessuti di decidua e trofoblasto di donne sane e con SM.

Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi (NICO), Orbassano, 10043 Turin, Italy
Neurology-CRESM (Regional Reference Center for Multiple Sclerosis), AOU San Luigi Gonzaga, Orbassano, 10043 Turin, Italy
Department of Molecular Biotechnologies and Health Sciences, University of Turin, 10124 Turin, Italy
Department of Neuroscience Rita Levi-Montalcini, University of Turin, 10124 Turin, Italy
Department of Surgical Sciences, Obstetrics and Gynaecology, University of Turin, 10124 Turin, Italy
Department of Medical Sciences and Molecular Biotechnology Center, University of Turin, 10124 Turin, Italy
2i3T Business Incubator and Technology Transfer, University of Turin, 10124 Turin, Italy
Department of Pathology, Città della Salute e della Scienza di Torino, 10124 Turin, Italy 
**These authors contributed equally to this work.

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