GiovedìScienza racconta la ricerca al NICO

Condividi su
03/03/2022
GiovedìScienza racconta la ricerca al NICO

GiovedìScienza 10 marzo 2022

VIVERE PER SEMPRE
Una popolazione sempre più longeva,
i suoi problemi e le risposte della ricerca

Modera l’incontro Gianluca Dotti

Logo_Colori

Viviamo sempre di più, ma questo prolungamento dell’esistenza ha forse un costo? Con l’aumento dell’aspettativa di vita - in Italia nel 2051 ci saranno 280 anziani ogni 100 giovani - la prevalenza delle malattie neurodegenerative è destinata ad aumentare drammaticamente. L’età è infatti il principale fattore di rischio associato alle demenze.
Vedremo quali sono le risposte delle ricerca, in particolare in quali studi sono impegnate le nostre ricercatrici e i nostri ricercatori.

A far gli onori di casa il nostro direttore, il prof. Alessandro Vercelli, con un breve racconto sulla storia del NICO: dalla nascita della Fondazione Cavalieri Ottolenghi all’inaugurazione dell’Istituto nel 2010, fino ai festeggiamenti per il decennale con la band torinese dei Subsonica

E dopo una carrellata sui gruppi di ricerca attivi al NICO, la parola alla ricerca!

Hai perso la diretta della puntata? Guardala ora!  

Di che cosa abbiamo parlato  

Prof.ssa Annalisa Buffo
guida il gruppo di ricerca di Fisiopatologia delle cellule staminali cerebrali

La plasticità cerebrale: la leva per invecchiare bene e curare il cervello

Il nostro cervello invecchia, a un certa età ce ne accorgiamo tutti: perdiamo la memoria, è più difficile imparare cose nuove, i movimenti diventano meno sciolti. Quando si aggiunge una malattia neurodegenerativa o un danno come l’ictus queste funzioni vengono addirittura perse del tutto.
Tutto questo accade perché il cervello si irrigidisce, perde cioè quella proprietà unica che chiamiamo plasticità che lo rende capace di modellarsi sulla base dell'esperienza, e che gli permette di svolgere al meglio le proprie funzioni. Invecchiando la plasticità diminuisce, causando anche la perdita di contatti sinaptici, una condizione aggravata nelle malattie neurologiche dalla morte dei neuroni non rimpiazzati.
Vi mostreremo come la ricerca - unita ad alcuni buoni stili di vita - possa contrastare questo declino.

Prof. Luca Bonfanti
guida il gruppo di ricerca di Neurogenesi adulta

Neuroni immaturi nel cervello maturo: un caso misterioso di plasticità?

La plasticità è un’arma per contrastare l’invecchiamento cerebrale, ma ha dei limiti: diminuisce con l’età, fatica a riparare, in alcuni casi è presente solo in aree ristrette del cervello. A questo, negli ultimi anni, si è aggiunto che nella specie umana la genesi di nuovi neuroni sarebbe possibile solo nel giovane.
Ma ecco comparire una nuova possibilità: quella dei neuroni immaturi, una riserva che il cervello sembra mantenere in uno stato “dormiente”, ma con possibilità di “risvegliarsi” e maturare in neuroni funzionanti durante la vita adulta. Vi spiegheremo come studiamo i neuroni immaturi e quali possibilità rappresentano per contrastare l’invecchiamento.

neurone in coltura

Prof.ssa Marina Boido
gruppo di ricerca di Sviluppo e patologia del cervello

L’invecchiamento dei muscoli e come contrastarlo

Come tutto l’organismo, anche i muscoli invecchiano: si atrofizzano, cioè diventano meno voluminosi e robusti. Parliamo della sarcopenia, un disturbo che comporta la perdita di massa muscolare dovuta all’invecchiamento: le prime avvisaglie possono presentarsi già dopo i 40 anni, e dai 65 anni in su può arrivare a colpire oltre il 40% degli individui.
La fragilità fisica dell’anziano può essere contrastata a livello molecolare e farmacologico: parleremo in questo caso delle ricerche che mirano a migliorare l’innervazione del muscolo e di come studiamo questi processi per mezzo di colture di cellule muscolari e nervose.  

Prof.ssa Elena Tamagno
guida il gruppo di ricerca di Invecchiamento e malattia di Alzheimer

Nuova luce sulla malattia di Alzheimer

La malattia di Alzheimer rappresenta il 60-80% di casi di demenza nel mondo. Non  ha a oggi una cura efficace, ma sappiamo che inizia il suo decorso asintomatico 20-30 anni prima che si manifestino i deficit cognitivi. Per questo oggi la ricerca si concentra sui fattori di rischio in grado di determinare nel tempo l’insorgere della malattia.
Al NICO, in questa prospettiva, studiamo i marker predittivi della malattia di Alzheimer, l’effetto protettivo della dieta sui danni neuronali, il ruolo della frammentazione del sonno nella progressione della malattia, le disfunzioni dei mitocondri e il metabolismo del ferro nel cervello, nell’invecchiamento e nelle fasi precoci della malattia.

Guarda il video

GiovedìScienza racconta la ricerca al NICO

Vivere per sempre. 
Una popolazione sempre più longeva, i suoi problemi e le risposte della ricerca

Hai perso la diretta? Guarda ora il video di GiovedìScienza al NICO: una puntata in diretta dai nostri laboratori dedicata alla ricerca sull'invecchiamento.

3 marzo 2022