Alla ricerca dei circuiti cerebrali che guidano la scelta del partner

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18/04/2020
Alla ricerca dei circuiti cerebrali  che guidano la scelta del partner

Human Frontier Science Program 2020
Alla ricerca dei circuiti cerebrali che guidano la scelta del partner

L’Università di Torino unico ateneo italiano tra i 20 vincitori del prestigioso grant con il progetto di ricerca di Serena Bovetti del DBIOS e NICO. Oltre 500 i partecipanti in gara da tutto il mondo.

Chiunque conosca gli studi di Konrad Lorenz ha di certo in mente l’immagine della sua fedele e inseparabile oca, e quindi dell’imprinting: il meccanismo di apprendimento precoce e istintivo utilizzato per imparare i caratteri (ad esempio visivi, olfattivi e acustici) degli individui da cui si è allevati.
In molte specie animali le memorie delle caratteristiche olfattive e acustiche degli individui familiari acquisite nella giovane età serviranno - da adulti - per la scelta del partner, favorendo dove possibile l’accoppiamento con individui non familiari. Questo fenomeno, noto come imprinting sessuale, è utilizzato per identificare le caratteristiche del futuro partner ed è un meccanismo fondamentale per limitare la consanguineità e aumentare la variabilità genetica.

Sebbene l’imprinting sessuale sia un fenomeno biologico ben caratterizzato dal punto di vista comportamentale, si conosce molto poco dei circuiti neurali che ne sono alla base: dove risiede la memoria degli individui familiari? Quali caratteristiche sono “ricordate” e regolano la scelta del partner nell’età adulta?

Rispondere a queste domande è l’obiettivo del progetto della Dott.ssa Serena Bovetti e del Prof. Paolo Peretto del gruppo di ricerca NICO di Neurogenesi adulta - Università degli Studi di Torino, DBios - Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi e di recentente finanziato dal prestigioso Human Frontier Science Program che - in 30 anni di storia - ha visto ‘crescere’ tra le fila dei suoi scienziati 28 Premi Nobel.

Si tratta dell’unico finanziamento vinto da un ente di ricerca italiano nell’ambito di questo programma per l’anno 2020 (esiste un bando separato per i giovani ricercatori), uno tra i venti vincitori del bando - ottavo nella graduatoria finale - che ha visto la partecipazione di 549 progetti di ricerca da tutto il mondo.

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Il nostro gruppo di Neurogenesi adulta al completo. Secondo da sinistra Paolo Peretto, prima da destra Serena Bovetti.
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Il progetto coordinato dalla Dott.ssa Bovetti (nella foto a destra) coinvolge, oltre l’Università di Torino, due importanti gruppi di ricerca europei: gli etologi del Konrad Lorenz Institute of Ethology di Vienna (gruppo di ricerca del Dott. Dustin Penn, Veterinary Medicine University) e gli ingegneri esperti in ottica e fotonica della Sorbonne Université, Ecole Normale Supérieure di Parigi (del gruppo guidato dal Dott. Sylvain Gigan). Lo Human Frontier Science Program promuove infatti nuove collaborazioni internazionali finanziando progetti a elevato livello di interdisciplinarietà e impatto scientifico, finalizzati all’avanzamento della conoscenza dei complessi meccanismi di base nell’ambito delle scienze della vita.

“Questo prestigioso riconoscimento per il nostro Ateneo conferma la qualità della ricerca e le altissime competenze dei nostri ricercatori in ambito internazionale” dichiara Stefano GeunaRettore dell'Università di Torino. “È inoltre un risultato che mette in luce il valore della ricerca di base come elemento fondamentale per il processo di innovazione e per l'avanzamento della conoscenza. Il progresso della scienza e le scoperte scientifiche che impattano sulla vita delle persone pongono il proprio principio solido sull'avanzamento della ricerca pura, i cui risultati sono la radice delle ricadute applicative, che risultano fondamentali anche a distanza di tempo”.

Corriere della Sera Torino - 18/4/2020
Amo dunque annuso, la scelta del partner è questione di ricordi olfattivi
L’Università di Torino unico ateneo italiano tra i 20 vincitori dello Human Frontier Science Program con il progetto di ricerca di Serena Bovetti del DBios e Nico

La Stampa TuttoSalute - 5/5/2020
Sono i ricordi d’infanzia a decidere la scelta del partner quando si è adulti
Dai topolini agli umani: lo studio dell’università di Torino
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31 agosto 2020