Fondazione

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Sostenere progetti di ricerca e di sviluppo strutturale e infrastrutturale nelle Neuroscienze. Questo l'impegno della Fondazione Cavalieri Ottolenghi, ente senza scopi di lucro riconosciuto dalla Regione Piemonte. 

La Fondazione deriva dal lascito all’Università di Torino di Annetta Cavalieri Ottolenghi e, come da Statuto, ha lo scopo di ”approfondire le attuali cognizioni sull’interdipendenza fra stato fisico-chimico del corpo umano e manifestazioni della psiche: cioè sulle cause e la cura dell’insanità mentale”.

L’Istituto di Neuroscienze della Fondazione Cavalieri Ottolenghi (NICO) ha l’obiettivo di eseguire ricerca ad alto livello nel campo delle neuroscienze orientata verso la prevenzione, la diagnostica e la cura dei disordini neurologici. In linea con questo principio, la sua attività di ricerca è focalizzata sui meccanismi che controllano la normale maturazione neuronale e sui difetti che intervengono nelle sindromi da ritardo mentale.

La sede amministrativa e i laboratori di ricerca della Fondazione sono stati ospitati per anni dal Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche dell'Università di Torino, presso il Polo della Facoltà di Medicina e Chirurgia.

Dal 2010 gli uffici e i laboratori del NICO sono ubicati nel nuovo edificio della Fondazione, presso l'Azienda Ospedaliero - Univesitaria San Luigi Gonzaga, a Orbassano, in provincia di Torino.

Agenda

17 aprile 2019

From split-brains to emotional consciousness - A tribute to Joseph LeDoux

Wednesday 17th April 2019 – h 9.30
Accademia delle Scienze di Torino, Sala dei Mappamondi
Via Accademia delle Scienze 6, Torino

26 aprile 2019

NICO Progress Report - INN Open Neuroscience Forum 2019

I nostri giovani ricercatori aggiornano i colleghi sulle loro ricerche. Appuntamento ogni due venerdì.

Ricerca

Atassia: scoperto il difetto cellulare responsabile di una rara malattia neurologica

Un malfunzionamento dei mitocondri, le centrali energetiche delle cellule, causa lo sviluppo della SCA28, una forma ereditaria di atassia. Dopo 10 anni di studi e grazie al sostegno di Fondazione Telethon, la scoperta del team di ricerca guidato dai proff. Alfredo Brusco e Filippo Tempia dell’Università di Torino e NICO. Lo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Neurobiology of Disease.

4 dicembre 2018