NICO10anni - I gruppi di ricerca: Sviluppo e patologia del cervello

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04/12/2020
NICO10anni - I gruppi di ricerca: Sviluppo e patologia del cervello

NICO10anni - I gruppi di ricerca
Sviluppo e patologia del cervello

Protagoniste di questo video le prof.sse Marina Boido ed Elena Tamagno: scopriamo con loro in alcuni minuti le linee di ricerca del gruppo.

Il nostro gruppo di ricerca, guidato da Alessandro Vercelli, si occupa di studiare il cervello sia dal punto di vista dello sviluppo sia nella patologia: l’obiettivo è individuare strategie terapeutiche per prevenire la neurodegenerazione. Le nostre ricerche utilizzano modelli cellulari e animali, ma si svolgono anche nell’uomo utilizzando tecniche di neuroimaging (risonanza magnetica strutturale e funzionale) e la tecnologia dell’informazione e della comunicazione (ICT).

Di recente abbiamo ottenuto risultati significativi nello studio dell’Atrofia Muscolare Spinale (SMA), una malattia genetica neuromuscolare dell’infanzia. Abbiamo messo in evidenza le modalità di morte dei neuroni coinvolti, fattore fondamentale per identificare nuovi approcci terapeutici da affiancare agli attuali trattamenti.

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Modulare-la-pulizia-cellulare-una-possibile-cura-per-la-SMA
CELL DEATH AND DISEASE (gruppo NATURE), 20 dicembre 2017
MODULARE LA “PULIZIA” CELLULARE: UNA POSSIBILE CURA PER LA SMA
Un team di ricerca internazionale guidato dal nostro direttore Alessandro Vercelli, ha individuato nell’autofagia uno dei meccanismi responsabili della neurodegenerazione nell’atrofia muscolare spinale
 

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Parte del nostro gruppo lavora sulle lesioni del midollo spinale, che ogni anno nel mondo colpiscono fino a 500.000 persone. Abbiamo dimostrato l’efficacia nei modelli sperimentali di alcuni approcci terapeutici che sfruttano le cellule staminali mesenchimali (isolate dal midollo osseo), in combinazione con supporti bioingegneristici (scaffold) funzionali.

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Il team di ricerca NICO sulle lesioni spinali con l'alpinista "figlio del Cervino".
Da sinistra: Marina Boido, Diego Garbossa, Hervé Barmasse e Annalisa Buffo. 
Al centro il nostro direttore scientifico Alessandro Vercelli.

Un’altra parte del gruppo studia la patogenesi della Malattia di Alzheimer e in particolare i meccanismi molecolari e cellulari che portano all’accumulo della proteina tossica che si accumula a livello cerebrale nei malati: la β amiloide. Questi studi hanno permesso di stabilire che le terapie devono essere mirate non soltanto nei confronti dell’amiloide aggregata (oligomeri più o meno grandi e solubili) ma anche contro le forme monomeriche e altamente solubili. Il danneggiamento di questi sistemi porta infatti all’accumulo dell’altra proteina tossica responsabile della malattia, la proteina Tau, considerata la vera responsabile della neurodegenerazione.

Inoltre, la nostra più recente pubblicazione conferma che, oltre all’età, anche il sesso è una componente importante per determinare la gravità e la progressione della patologia, dimostrando alcuni dei meccanismi cellulari dell’importante ruolo protettivo degli estrogeni.

My-AHA-una-piattaforma-ICT-per-invecchiare-in-salute

Sempre sull’invecchiamento, con il progetto MY-AHA My Active and Healthy Ageing che ha coinvolto 16 partner internazionali da noi coordinati, abbiamo dimostrato che mediante un sistema ICT è possibile prevenire il decadimento della qualità della vita promuovendo l’invecchiamento attivo e in salute.

Il nostro gruppo collabora con molti gruppi di ricerca nazionali e internazionali, e fruisce di finanziamenti competitivi italiani ed europei (Fondazione CRT, Telethon, AFM Telethon, Horizon 2020) e del sostegno, anche economico, di associazioni di pazienti (Girotondo e SMArathon onlus) a cui vanno i nostri ringraziamenti.

Agenda

13 maggio 2022

RICERCA

Esposizione cronica al bisfenolo A in gravidanza: come le plastiche possono alterare encefalo e comportamento sociale

L’esposizione cronica per un periodo che copre gravidanza e allattamento, a una dose di BPA pari a quella indicata come dose tollerabile giornaliera (TDI) dall’EFSA (European Food Safety Authority) causa nelle femmine di topo alterazioni sia a livello comportamentale che encefalico.
I risultati dello studio realizzato dai nostri ricercatori del gruppo di Neuroendocrinologia e pubblicati sull’European Journal of Histochemistry suggeriscono quanto sia urgente adottare misure più stringenti nell'utilizzo di BPA, a tutela della salute di tutti.  

12 gennaio 2022