Il neurone immortale

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IL NEURONE IMMORTALE?
Alla scoperta dei fattori che regolano l'orologio cerebrale

Prof.ssa Annalisa Buffo e il team di Neurobiologia della plasticità cerebrale, in collaborazione con il Prof. Lorenzo Magrassi, Università di Pavia

PROVA orologi-neurone_AZZURRO

 

 
 
IL PROBLEMA
Con l’invecchiamento i nostri neuroni si disconnettono, atrofizzano e in parte muoiono. Le prestazioni del sistema nervoso si deteriorano e, anche in assenza di patologie, la qualità della vita diminuisce e aumenta la predisposizione degli altri organi ad ammalarsi.

LA RICERCA
Abbiamo dimostrato che i neuroni possono sopravvivere più a lungo dell’organismo che li genera (PNAS, febbraio 2013). È una buona notizia perché indica che il tempo di sopravvivenza dei neuroni non è fissato dal codice genetico. Scoprendo e manipolando i meccanismi che regolano l’orologio dell’invecchiamento cerebrale, potremmo riprogrammarlo e mantenere così i neuroni in salute anche in età avanzata.

LA SOLUZIONE
Identificare i fattori che regolano l’orologio cerebrale studiando come i neuroni di specie longeve come l’uomo reagiscono trapiantati in specie con vita breve vita, come il topo.

Puoi sostenere questo progetto con:

Bonifico bancario intestato a Fondazione Cavalieri Ottolenghi
indicando nell'oggetto: Gruppo Prof.ssa Buffo
IBAN: IT62X0200801140000060029682

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06 novembre 2018

ZEISS Academy Workshop – Microscopia Correlativa 3D

Le ultime novità nella Microscopia Correlativa Multi-modale. Registrazione obbligatoria.

16 febbraio 2019

Torino - 10th International Meeting STEROIDS and NERVOUS SYSTEM

Since 2001, this meeting represented an important event for basic and clinical researchers working on this emerging scientific topic. We will address state-of-the-art approaches in the field of steroids and nervous system, including behavior, epigenetics, genomic and non-genomic actions, the vitamin D, neurodegenerative and psychiatric disorders, and the interference among endocrine disruptors and steroid signaling.

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L’inibizione della proteina JNK rallenta la progressione della malattia che colpisce i motoneuroni ed è la prima causa genetica di morte nell’infanzia. Lo dimostra uno studio pubblicato su Frontiers in Molecular Neuroscience dal nostro gruppo di ricerca guidato da Alessandro Vercelli, in collaborazione con l’Istituto Mario Negri di Milano. Chiarire i meccanismi molecolari alla base della SMA può aprire la strada allo sviluppo di nuove terapie.

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