Invecchiamento delle donne

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ALTERAZIONI METABOLICHE ASSOCIATE ALL'INVECCHIAMENTO DELLE DONNE: NUOVI MECCANISMI

Prof.ssa Carola Eva e il team di Neuropsicofarmacologia in collaborazione con le Università di Milano, Brescia e Parma

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IL PROBLEMA
Le statistiche rivelano una maggiore incidenza di malattie cardiovascolari, metaboliche e cancro nelle donne in postmenopausa. La ricerca di base ha fornito molti dati sugli effetti negativi della privazione degli estrogeni e sui benefici della terapia ormonale sostitutiva. Ciò nonostante oggi è consigliata solo nel periodo perimenopausa, e non come prevenzione.
 
LA RICERCA
Il coordinamento dei laboratori  ha due obiettivi: 1. validare una nuova teoria che spieghi la maggiore incidenza di specifiche disfunzioni dopo la menopausa; 2. studiare le attività fisiologiche dell’estradiolo e dei suoi recettori. Lo scopo è identificare nuove terapie che sfruttino i benefici effetti degli estrogeni.
 
LA SOLUZIONE
Definire i meccanismi sesso-dipendenti alla base del metabolismo energetico e dell'omeostasi per prevenire le malattie associate all'invecchiamento. La caratteristica innovativa del progetto risiede nell’ipotesi guida, per cui il fegato è un elemento chiave nella regolazione delle risposte ormetiche femminili.

Puoi sostenere questo progetto con:

Bonifico bancario intestato a Fondazione Cavalieri Ottolenghi
indicando nell'oggetto: Gruppo Prof.ssa Eva
IBAN: IT62X0200801140000060029682

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Agenda

16 febbraio 2019

Torino - 10th International Meeting STEROIDS and NERVOUS SYSTEM

Since 2001, this meeting represented an important event for basic and clinical researchers working on this emerging scientific topic. We will address state-of-the-art approaches in the field of steroids and nervous system, including behavior, epigenetics, genomic and non-genomic actions, the vitamin D, neurodegenerative and psychiatric disorders, and the interference among endocrine disruptors and steroid signaling.

Ricerca

Identificato un nuovo bersaglio per contrastare la SMA

L’inibizione della proteina JNK rallenta la progressione della malattia che colpisce i motoneuroni ed è la prima causa genetica di morte nell’infanzia. Lo dimostra uno studio pubblicato su Frontiers in Molecular Neuroscience dal nostro gruppo di ricerca guidato da Alessandro Vercelli, in collaborazione con l’Istituto Mario Negri di Milano. Chiarire i meccanismi molecolari alla base della SMA può aprire la strada allo sviluppo di nuove terapie.

24 ottobre 2018