Quale futuro per il cervello umano

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20/10/2018
Mogliano Festival

17 > 21 ottobre 2018
Mogliano Festival: Saper guardar lontano

Cinque giorni di eventi per declinare il concetto nei modi più vari. Dalla scienza alla società, dalla musica al teatro ed al cinema, dalla comprensione allo stimolo per le nuove generazioni: gli uomini e le donne di domani.

sabato 20 ottobre 2018
Quale futuro per il cervello umano
Luca Bonfanti, NICO - Università di Torino

«Che cosa c'è di meglio della Ricerca di base per guardare lontano? La Ricerca fondamentale è il nostro telescopio per guardare nel futuro!»

L’oggetto biologico più complesso dell’universo conosciuto, il cervello, è sempre stato considerato un organo statico, ovvero un sistema in cui le relazioni tra gli elementi costitutivi sono
invariabili. E in gran parte lo è, poiché la maggior parte dei neuroni non va incontro a rinnovamento come le altre cellule del corpo. Tuttavia, da alcuni decenni sappiamo che la struttura
del cervello può cambiare nel corso dell’intera vita dell’individuo.

Questa “plasticità cerebrale” consiste nella continua creazione ed eliminazione dei contatti tra i neuroni (le sinapsi) arrivando anche, in alcune aree del cervello, alla genesi di nuovi neuroni. Un aspetto affascinante di questo filone di ricerca è il fatto che le modificazioni strutturali possono essere indotte e modulate dall’ambiente esterno e quindi dagli stili di vita di ogni individuo. In altre parole, ciò che facciamo cambia l’architettura del nostro cervello. Un esempio? Nei topi che corrono sulla ruota aumenta la nascita di nuovi neuroni nell’ippocampo, migliorando le capacità cognitive.

Ma la plasticità cerebrale potrebbe anche essere la chiave per sconfiggere malattie neurologiche o prevenire patologie  neurodegenerative oggi incurabili. Anche se l’obiettivo non è stato ancora raggiunto, queste conoscenze ci danno informazioni per “coltivare” la plasticità sin da giovani adottando opportuni stili di vita (ed evitandone altri) in modo da prevenire l’insorgenza di demenze senili, dilazionarne l’esordio o ridurne l’impatto. Va da sé che la plasticità è anche una difesa contro l’invecchiamento del cervello, soprattutto nelle società contemporanee in cui, con l’aumentare delle aspettative di vita aumentano le insidie per questo organo “statico”. Ed ecco dimostrato che cosa conta veramente nel nostro futuro: non i soldi o l’assicurazione sulla vita, ma la plasticità cerebrale.

NEURONI ALTERNATIVI scopri il progetto di ricerca di Luca Bonfanti

Agenda

16 febbraio 2019

Torino - 10th International Meeting STEROIDS and NERVOUS SYSTEM

Since 2001, this meeting represented an important event for basic and clinical researchers working on this emerging scientific topic. We will address state-of-the-art approaches in the field of steroids and nervous system, including behavior, epigenetics, genomic and non-genomic actions, the vitamin D, neurodegenerative and psychiatric disorders, and the interference among endocrine disruptors and steroid signaling.

Ricerca

Atassia: scoperto il difetto cellulare responsabile di una rara malattia neurologica

Un malfunzionamento dei mitocondri, le centrali energetiche delle cellule, causa lo sviluppo della SCA28, una forma ereditaria di atassia. Dopo 10 anni di studi e grazie al sostegno di Fondazione Telethon, la scoperta del team di ricerca guidato dai proff. Alfredo Brusco e Filippo Tempia dell’Università di Torino e NICO. Lo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Neurobiology of Disease.

4 dicembre 2018