Neuroni alternativi

Condividi su
10/04/2017
Neuroni alternativi

Neuroni alternativi

di Luca Bonfanti, gruppo di ricerca Neurogenesi adulta
L’idea

Gli studi effettuati su topi e cavie (roditori da laboratorio) hanno rivelato forme di plasticità che si pensavano assenti nel cervello dei mammiferi, come la genesi di nuovi neuroni nel corso della vita adulta.
Queste forme ”estreme” di plasticità, pur presenti nell’uomo, risultano meno evidenti, a causa di scelte evolutive. Come alternativa, sono state identificate nuove popolazioni di cellule nervose, presenti già alla nascita, che rimarrebbero in uno stato di immaturità all’interno della corteccia cerebrale. Questi “neuroni immaturi” possono restare silenti per anni, come una riserva in attesa di essere utilizzata nel momento del bisogno.

Il progetto

Il nostro laboratorio ha iniziato a studiare l’esistenza dei neuroni immaturi in diverse specie di mammiferi. I dati ottenuti suggeriscono che questo tipo di plasticità, anzichè diminuire come la neurogenesi, potrebbe essere mantenuta, o addirittura aumentata, in cervelli grandi e complessi, appartenenti a specie longeve (come l’uomo). Si conosce ancora molto poco sui neuroni immaturi.

Il nostro progetto intende investigare questo tipo di plasticità in almeno 20 mammiferi (uomo incluso), utilizzando i cervelli depositati in banche biologiche di istituzioni italiane e straniere. L’obiettivo è ambizioso: un lungo viaggio attraverso le diverse neuroanatomie che si sono diversificate nella filogenesi con il fine di stabilire se (e come) le scelte evolutive abbiano “scolpito” la plasticità dal topo all’uomo, e per capire su quale tipo di plasticità sia meglio investire nel nostro cervello.

Le ricadute

Le difficoltà incontrate a sfruttare il potenziale riparativo del cervello dei mammiferi (un potenziale che si spera ancora di poter aumentare, sebbene fortemente ridotto dalle scelte evolutive) sono compensate dall’affascinante scoperta che la plasticità cerebrale può avere altre funzioni “fisiologiche” che consentono al cervello di adattarsi a diverse situazioni ambientali e prevenire i danni dell’invecchiamento.

L’esistenza di forme alternative di plasticità, come quella recentemente ipotizzata dei neuroni immaturi, può rappresentare uno strumento per mantenere giovane ed efficiente il nostro cervello, nonostante il progressivo aumento delle aspettative di vita. Ma non solo: una riserva di neuroni “giovani” potrebbe avere un ruolo nel contrastare o quantomeno rallentare l’insorgenza di malattie neurodegenerative (come l’Alzheimer) o di demenze senili.

In collaborazione con

Logos Alter Neur j_new

Per informazioni: luca.bonfanti@unito.it

Sostieni il progetto

Lo studio necessita di sostegno economico per coprire i costi materiali della ricerca e per favorire il coinvolgimento di giovani ricercatrici e ricercatori.
Puoi sostenere questo e altri progetti di ricerca:

con un   bonifico bancario  intestato a Fondazione Cavalieri Ottolenghi
IBAN: IT62X0200801140000060029682
IMPORTANTE!
indica nell'oggetto: Progetto NEURONI ALTERNATIVI, Prof. Bonfanti

oppure dona in modo sicuro con

ppcom

Agenda

17 aprile 2019

From split-brains to emotional consciousness - A tribute to Joseph LeDoux

Wednesday 17th April 2019 – h 9.30
Accademia delle Scienze di Torino, Sala dei Mappamondi
Via Accademia delle Scienze 6, Torino

26 aprile 2019

NICO Progress Report - INN Open Neuroscience Forum 2019

I nostri giovani ricercatori aggiornano i colleghi sulle loro ricerche. Appuntamento ogni due venerdì.

Ricerca

Atassia: scoperto il difetto cellulare responsabile di una rara malattia neurologica

Un malfunzionamento dei mitocondri, le centrali energetiche delle cellule, causa lo sviluppo della SCA28, una forma ereditaria di atassia. Dopo 10 anni di studi e grazie al sostegno di Fondazione Telethon, la scoperta del team di ricerca guidato dai proff. Alfredo Brusco e Filippo Tempia dell’Università di Torino e NICO. Lo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Neurobiology of Disease.

4 dicembre 2018